martedì 4 febbraio 2014

L'anno del Cavallo


L’inverno è arrivato e con esso anche la festa più sentita in Cina da millenni: il Capodanno cinese.
Chiamato anche 春节Chunjie o Festa di Primavera (poiché introduce l’inizio della bella stagione e la fine del riposo invernale), segue il calendario lunare, in base al quale l’inizio di ogni mese è scandito dalla Luna nuova, momento in cui Luna e Sole si congiungono. Perciò il Capodanno cinese cambia data ogni anno.
Quest’anno si è celebrato il 31 gennaio. In realtà i preparativi e i festeggiamenti cominciano molto prima e si protraggono per lungo tempo.
Nelle grandi e moderne città cinesi viene riconosciuta circa una settimana di festa, ma nelle campagne si prolunga anche per più di venti giorni.
Paragonabile al nostro Natale, è un momento molto importante per i cinesi, poiché rappresenta un’occasione per riunire tutta la famiglia e per stare insieme ad amici e parenti.
In questo periodo le stazioni ferroviarie e gli aeroporti delle città sono gremiti di gente che fa ritorno nei villaggi natali. Sono per lo più mingong (che letteralmente significa “contadini- lavoratori) provenienti dalle campagne, che si stabiliscono nelle metropoli in cerca di un lavoro e di un po’ di fortuna e che solo in quest’occasione di festa fanno ritorno nelle loro case per riabbracciare i loro cari.
Nei giorni che precedono il Capodanno le città sono in totale subbuglio. Un andirivieni di gente carica di ogni sorta di bagaglio contenente regali per familiari e amici si dimena tra la folla per le vie cittadine addobbate a festa con lanterne, draghi, simboli benaugurali di ogni tipo, tutto rigorosamente rosso. E, come da noi si ha l’abitudine di indossare biancheria rossa l’ultimo dell’anno, anche in Cina, nei giorni antecedenti la Festa di Primavera, spuntano bancarelle che, oltre a vendere oggetti svariati, propongono anche una sfilza di mutandoni e calzini rossi, che, se indossati la sera della vigilia, promettono fortuna e felicità nell' anno che verrà. 
Questo a testimonianza che tutto il mondo è paese!
A partire dalla vigilia, tutto il caos e il subbuglio cittadino sembrano svanire nel nulla: le strade si spopolano, negozi, banche, uffici chiudono i battenti, si dimezzano i taxi e la gente si rintana nelle proprie case. Gli unici rumori che si avvertono sono quelli dei fuochi d’artificio e dei petardi lunghi decine di metri, che producono un suono simile a centinaia di mitragliatrici. Sembra di essere in stato di guerra! E più forte è il rumore, meglio è, perché i cinesi credono che lo scoppiettare infernale dei petardi impaurisca gli spiriti maligni e li tenga lontani.
In ogni famiglia ci sono poi dei riti da rispettare. Innanzitutto viene fatta un’accurata pulizia della casa, che consiste soprattutto nello spazzare i pavimenti a fondo, spostando anche armadi e mobili pesanti, in modo da rimuovere ogni granello di polvere accumulato e preparare così la casa all’Anno Nuovo e ad una nuova vita. Ancora oggi e in particolar modo nelle campagne, dove sono ancora vive le antiche tradizioni, è diffusa l’usanza di spazzare dall’esterno verso l’interno, in modo che la fortuna e la ricchezza della famiglia non vengano spazzate via dalla casa.
Inoltre vengono appesi davanti alla porta di casa o dei negozi dei distici di carta in segno di augurio, che riportano scritte come “ricchezza e felicità”, “possano tutti i tuoi desideri essere esauditi”, “tanti figli”, “lunga vita” e tanti ancora.
Altro rito importantissimo e fulcro della festa di Capodanno è la preparazione dei cibi tradizionali, che vengono cucinati in abbondanza, in modo che durino per più giorni e soddisfino tutti, uomini e dei. E’ infatti abitudine offrire il cibo alle divinità allo scoccare della mezzanotte.
Il banchetto di solito inizia con un grande pesce intero, simbolo dell’unità familiare e di abbondanza per l’anno nuovo, si prolunga sino a tardi e si conclude con giochi da tavolo come il mahjong (simile al nostro domino), mangiando noccioline e sementi varie e bevendo del tè.
I piatti di Capodanno variano di regione in regione. Nella Cina meridionale il piatto tipico è il niangao 年糕 (un dolce di riso glutinoso) e i zongzi 粽子 (dolce di riso glutinoso avvolto in foglie di palma); nel settentrione, invece, si mangiano i mantou 馒头 (pane di grano al vapore) e vari tipi di ravioli.
Altra tradizione curiosa in cucina è quella di non usare sino al giorno dopo il primo dell’anno coltelli o oggetti appuntiti e taglienti, perché si pensa portino sfortuna.
I giorni che seguono la festa sono dedicati alle visite di amici e parenti e, ovviamente, agli immancabili fuochi d’artificio, che i cinesi chiamano poeticamente “fiori di fuoco” e che colorano i cieli con splendide forme.
Quest’anno è l'anno del cavallo  (in cinese ma 马) e i nati sotto questo segno, indosseranno qualcosa di rosso per tutto il 2014 (per esempio una collana o un braccialetto) come portafortuna.
Gli esperti sostengono che sarà un anno pieno di energia e potenza, proprio come lo è il cavallo. 
Perciò prendete le redini del vostro futuro e correte al galoppo più che potete, lasciandovi alle spalle il vecchio anno e gustandovi ciò che il nuovo vi riserverà.



Buon anno del cavallo a tutti!

1 commento:

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