mercoledì 3 ottobre 2012

Un indovino mi disse...

Ebbene sì, sono andata dall'indovino. Una specie di indovino.
In tutti questi anni in Asia non l'avevo mai fatto anche se il pensiero e' sempre stato costante. C'è da dire che in ogni caso non era quello che mi aspettavo. Non c'era un vecchio saggio con la barbetta lunga e bianca e il vestito tradizionale cinese capace di predire il futuro, vedere il passato e leggere i segni del volto e delle mani. Questo era un po' diverso, era l'indovino del tempio, che più che indovino era un dispensatore di consigli di vita.
Il tempio dove sono andata si chiama Xing Tian Gong (行天宫) ed è il più famoso tra i locali, che vi si recano per pregare, interrogare i "veggenti" e per "pulirsi" delle energie negative.
Una volta entrati, si devono rispettare delle regole e un procedimento ben preciso.
Prima di tutto si portano le offerte di cibo agli dei e si posano su un tavolo enorme posizionato al centro del tempio, poi si va da alcune nonnine che distribuiscono incenso, in seguito ci si mette in fila per fare le domande. Sì, in fila, perché c'è un sacco di gente ansiosa di risposte ai quesiti della vita.
offerte al tempio
incenso per tutti
i devoti si presentano e interrogano
le mezze lune
Quando arriva il tuo turno, peschi delle mezze lune di legno rosse da un contenitore e fai le tue domande rivolto alla statua del Buddha. Devi però far finta di parlare con un ipotetico indovino (e non con Dio che ti sta di fronte, in quanto è solo colui che darà o meno il permesso all'indovino di rispondere), quindi ti presenti, gli dici da dove vieni e poi cominci con la prima domanda. Getti a terra le mezze lune che ti daranno la prima risposta: se Dio vorrà che l'indovino ti risponda, una sarà capovolta e l'altra no, se non vorrà saranno entrambe girate, ma se è incavolato per la tua domanda, le mezze lune saranno capovolte.
Ecco, questo ovviamente è successo a me.
La mia domanda era forse troppo impertinente. In effetti, ripensandoci, solo un esperto di magia nera avrebbe potuto rispondere al mio quesito e ho anche dei dubbi su quest'ultimo. Le riprendo e riformulo un'altra domanda. Nulla, non vuole rispondere nemmeno a questa. Alla fine non so cosa chiedo, perché nel frattempo mi sono persa col cinese (ah, sì, certo... ovviamente Dio e l'indovino parlano cinese, perciò le presentazioni e le domande devono essere fatte rigorosamente nella loro lingua!), ma stranamente a quest'ultima domanda decide che mi è permesso ottenere una risposta. Detto tra noi, credo di non aver chiesto nulla e questa "domanda" finalmente gli è piaciuta!
bastoncini di legno numerati
Così, tutta contenta, vado a prendere un bastoncino di legno che mi darà il numero corrispondente al responso. Il 46. Entro nella stanza degli indovini, consegno il foglietto pieno di caratteri tradizionali incomprensibili e il mio "indovino" non è proprio come l'avevo immaginato: è giovane e non mi dice nulla del mio futuro, né vede niente del mio passato, ma legge la scritta e mi dà dei consigli.
"Non devo stressarmi e innervosirmi per cose futili, ma devo vivere la vita e il rapporto con gli altri serenamente. Solo in questo modo riuscirò ad affrontare i problemi che la quotidianità mi presenta".
Tutto qui?

l'indovino
Non molto soddisfatta continuo il percorso e mi rimetto in fila per le popo (婆婆 in cinese, le "donne anziane" o "suocere", che rappresenterebbero le donne sagge della famiglia capaci con la loro energia positiva di abbattere tutte le forze del male. Le suocere? Mah, in Occidente è un po' diverso!), le quali hanno il compito di scacciare il malocchio e le energie negative facendo dei movimenti particolari con i bastoncini di incenso nelle mani.
Così alla fine di questa giornata non proprio soddisfacente, mi faccio almeno purificare e... voglio credere che la mia popo ci sia riuscita.


via il malocchio!

7 commenti:

Ciccola ha detto...

Quei camici blu sono una specie di divisa per riconoscere gli indovini?
...Chi non sa il cinese non può fare domande?

Teresa ha detto...

Ciao Ciccola, in realta' no, poiche' anche le nonnine dell'incenso e le popo ne indossavano uno simile.
Per quanto riguarda la lingua, ho chiesto al mio amico se potessi presentarmi al Buddha in italiano e lui ha risposto che Dio e gli indovini sono taiwanesi, percio' non avrebbero capito la mia lingua madre.
;0)

Anonimo ha detto...

haha! mi hai fatto divertire, c'è della comicità nel tuo racconto :-) MM

Anonimo ha detto...

Ciao,
Bellissimo...la prossima settimana ci vado anche io!! Un abbraccio!

Teresa ha detto...

ciao anonimo, chi sei? :-)

Anonimo ha detto...

:) Teresa, sono Tizi...cioé il secondo anonimo

Teresa ha detto...

Tizi! Allora significa che la prossima settimana sarai qui??? :-)